Ancona è stata proclamata Capitale italiana della Cultura 2028, al termine di una selezione che ha coinvolto 23 città candidate e 10 finaliste. La decisione, presa all’unanimità dalla giuria e annunciata dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, premia un progetto considerato solido, innovativo e fortemente radicato nel territorio.
Un progetto tra tradizione e innovazione
Alla base del successo c’è il dossier “Ancona. Questo adesso”, ispirato alle parole del poeta Francesco Scarabicchi. Il progetto propone una visione che unisce passato e presente, puntando su un’identità culturale capace di dialogare con le sfide contemporanee e con una dimensione internazionale, in particolare mediterranea.
Il programma si distingue per ampiezza e articolazione: sono previsti oltre 80 progetti, organizzati in quattro macroaree – “Questo Mare”, “Via Maestra”, “Adesso Parco” e “Mare culturale”. Il mare, elemento simbolico della città, diventa il filo conduttore di molte iniziative, insieme alla valorizzazione degli spazi urbani e del patrimonio storico.
Non si tratta solo di eventi culturali, ma di un vero progetto di sviluppo. L’obiettivo è trasformare Ancona in un laboratorio culturale diffuso, capace di integrare innovazione, infrastrutture e partecipazione. Centrale è infatti il coinvolgimento della comunità, in particolare dei giovani, chiamati a essere protagonisti attivi.
Rigenerazione urbana e visione internazionale
Grande attenzione è riservata anche alla rigenerazione urbana e all’inclusione sociale: il piano prevede il recupero di spazi culturali e aree cittadine, con l’intento di renderli accessibili e vivi per un pubblico ampio e diversificato. Il percorso che ha portato alla candidatura è stato condiviso tra istituzioni e territorio, elemento che ha contribuito alla sua forza.
Un altro punto chiave è l’apertura internazionale. Grazie alla sua posizione sull’Adriatico, Ancona viene valorizzata come ponte tra Europa e Oriente, rafforzando il proprio ruolo nel contesto mediterraneo e attirando collaborazioni e presenze artistiche di rilievo.
Come previsto, la città riceverà un finanziamento ministeriale di un milione di euro, che contribuirà alla realizzazione del programma. L’obiettivo, tuttavia, va oltre il 2028: si punta a creare un impatto duraturo sul piano culturale, sociale ed economico.
Il riconoscimento rappresenta anche un successo per l’intera regione Marche, confermandone la vitalità culturale e la capacità di valorizzare il proprio patrimonio in chiave contemporanea.
Un’opportunità per il futuro
In definitiva, Ancona Capitale della Cultura 2028 si presenta come un progetto ambizioso e inclusivo, che mira a coniugare identità e innovazione. Un’occasione per rafforzare il ruolo della città nel panorama culturale italiano ed europeo, costruendo nuove prospettive di crescita per il futuro.



